Dal 1° settembre “Alassio Super Partes” (www.alassiosuperpartes.wordpress.com) è diventata una sezione del più ampio “Italia Super Partes” (www.italiasuperpartes.wordpress.com)
Il motivo di questa decisione è uno solo: Alassio è una piccola parte di un tutto, risolvendo i problemi nel piccolo si risolvono anche i problemi nel grande, perché il grande è solo un insieme di tante piccole parti; pertanto i problemi di piccolo e grande sono gli stessi.
Il problema principale al momento, che aggrava anche tutti gli altri comunque esistenti, è la mancanza di informazione vera, di vera conoscenza, sostituita dall’illusione di informazione che ci viene data.
Non è vero che tutti i media sono corrotti. E’ vero invece che molte delle persone che ci lavorano, e che li dirigono, si fanno corrompere, lasciandosi comprare, al prezzo/costo della loro dignità, e della nostra conoscenza.
Di conseguenza non è vero che, per esempio, tutti i programmi televisivi sono uguali; i telegiornali, ad esempio, trattano tutti, più o meno, gli stessi argomenti, ma ognuno secondo il proprio punto di vista, la propria visuale.
Ho detto più o meno, già, perché per mentire esistono diversi modi:
- dare informazioni e/o dati modificati, alterati, “aggiustati”;
- dare informazioni e/o dati sbagliati, falsi;
- dare una visione unilaterale, magari mostrandola come unica e completa;
- tralasciare un’informazione, magari perché scomoda, o non si hanno dati in grado di sostenere la propria parte.
In questi casi però, non è il mezzo di comunicazione da demonizzare, bensì chi permette che questo avvenga; e mi riferisco all’emittente.
Sono le persone dunque, ad essere responsabili, e, in questo caso, colpevoli; ed è importante sottolineare questo: il fatto che ognuno prende da solo le sue decisioni, sceglie se essere coerente con sé stesso, se rispettare le proprie idee, se mantenere la propria posizione, se dare importanza alla propria dignità.
Non è vero che tutto è corrotto. E’ vero che lo sono, purtroppo, molte persone che ricoprono ruoli elevati, sia in istituzioni pubbliche, che nei settori dell’informazione e della comunicazione; pertanto questo fenomeno assume un’importanza maggiore, e diventa un problema di maggior gravità.
Tutto questo però, non è sufficiente per permetterci di disinteressarci di questo problema, non è una scusa valida per essere perdonati se accettiamo la situazione e smettiamo di lottare per un’informazione vera, reale, per una conoscenza concreta, profonda.
Criticare è solo accorgersi che qualcosa non va, ma non basta a cambiare/modificare la situazione.
Cambiare le cose, lasciare il mondo un pochino migliore di come l’abbiamo trovato, non è un optional, ma è un dovere di tutti, è un diritto, è un privilegio.
Di persone che, nonostante tutto, cercano la verità, e rendono noti a tutti i risultati delle loro ricerche, ce ne sono, e non poche.
Sono giornalisti e non, a cui non interessano né correnti né controcorrenti; non sono né di destra né di sinistra, e neanche di centro. Non vogliono adulare nessuno, né insultare nessun altro, anzi, le singole persone per loro non hanno grande importanza, se non per quello che hanno fatto; sono i fatti su cui concentrano tutta la loro attenzione, sono i fatti, le idee, i progetti, che approvano o condannano.
Riportano dati precisi, reali, parole…che però abbiamo già sentito da altri, seppur organizzate diversamente; ecco perché, abituati a falsari e menzogneri, troppo spesso ci riesce difficile distinguere le due categorie, e riconoscere i veri informatori, nella massa.
Beh dobbiamo riuscire a farlo.
Come quando un bambino deve imparare a riconoscere che cosa è bene e che cosa è male, e si deve affidare ai genitori, e sperare di avere dei buoni genitori, che quindi gli insegnino non quello che pensano loro, ma a usare la sua testa; così noi dobbiamo informarci su quello che succede, non prendendoci per buono tutto quello che ci viene propinato, ma imparando a capire che cosa è vero e che cosa no, che cosa è giusto e che cosa è sbagliato.
A chi dice che è impossibile fare un lavoro di questo tipo, perché “tanto sono tutti uguali”, perché “tutti ci dicono quello che vogliono”, assicuro che i mezzi per arrivare all’origine dell’informazione, e quindi al fatto il più vero possibile, li abbiamo tutti a nostra disposizione, e basterebbe un computer, la nostra arma segreta si chiama: “Internet”.
L’Alassino agosto
All’inizio avevo pensato di utilizzare questo spazio per parlare di questioni generali, ma ho rinunciato, ritenendo che, forse, sarebbe stato più appropriato soffermarmi su tematiche più circoscritte, e riguardanti solo il nostro paese.
Tuttavia Alassio non è solo un piccolo paese, insignificante nella complessità del mondo: è un microcosmo, riproduce in piccolo tutto quello che esiste in grande.
Agosto è il mese delle vacanze, delle ferie, del turismo per eccellenza.
Noi, abituati a vivere qui, in questo periodo, più che negli altri mesi dell’anno, rischiamo di perdere il contatto con la realtà.
I negozi di abbigliamento sono frequentemente straripanti di clienti, non tanto interessati ai saldi, quanto alle nuove collezioni; nei ristoranti è spesso difficile trovare un posto, e, ai tavoli, si scorgono, ogni giorno, le stesse facce. Nelle spiagge, già complete, magari con prenotazioni fatte dall’anno precedente, persone, vestite all’ultima moda, discutono animatamente per accaparrarsi lettini in prima fila e cabine private.
Allora l’economia non va così male, mi chiedo, pur essendo già ben consapevole della risposta.
Ma perché? Perché è così importante l’apparire, il sembrare, il far finta di essere, e non l’essere veramente? Perché è importante il nome del lavoro che si fa, e non il modo in cui lo si svolge? Perché siamo pronti a investire tutto su quello che riguarda il nostro aspetto fisico, e ci preoccupiamo dell’aspetto interiore solo quando ci serve per metterci ancora più in mostra? Perché studiamo solo per avere un diploma da attaccare al muro, e non per conoscere davvero? Perché, concedetemelo, questo potrà anche essere molto utile alle casse dei negozi, o dello stato, ma, a lungo andare, non è un vero investimento, neanche per loro.
Quante pubblicità riguardano prodotti, alla fine di necessità superflua, e quante pubblicizzano “cibo per la mente”?
L’ideologia generale è quella di farci credere che sia più importante il modo in cui si dice qualcosa, piuttosto che ciò che si esprime. E i nostri politici, e i risultati delle votazioni, ne rappresentano un valido esempio.
Ma siamo noi a sbagliare, perché noi abbiamo una nostra testa, e il diritto, e il dovere, di utilizzarla, autonomamente, andando anche contro corrente.
A chi pensa che uno da solo non valga molto, e possa fare poco, voglio ricordare alcuni nomi di persone comuni, come: Dante Alighieri, Leonardo Da Vinci, Wolfang Amadeus Mozart, Albert Einstein, Edward Bach, … ognuno di loro non è partito con maggiori possibilità di quelle che ha ciascuno di noi, eppure, mi sembra che, dopo secoli, i loro nomi siamo ancora ben ricordati…
Allora basta negozi di abbigliamento. Aprite delle librerie! Niente più agenzie immobiliari. Create laboratori creativi, di artigianato, di attività manuali.
Basta preoccuparsi di come siamo vestiti, preoccupiamoci di investire molto nel contenuto, ei nostri occhi brilleranno di luce vera, riflettendo la nostra reale essenza.
Nessuna frase è più semplice e più vera di questa: “la via del fare è l’essere”; pertanto preoccupiamoci “soltanto” di essere, tutto il resto si farà.
Provocatoriamente Anonima