1° articolo (scritto per L’Alassino)
Sabato, 3 Maggio 2008 di provocatoriamenteanonima
“Non abbiamo neanche bisogno di chiudere gli occhi per sognare. La nostra ispirazione l’abbiamo tutta intorno”
Finalmente sembra che la primavera sia davvero iniziata!
Un altro segno per indicare che non è una data a far accadere qualcosa, né l’uomo a poter decidere per la natura…
Sono passate le elezioni; è finita la parcondicio…. Soddisfazione? Delusione? Ai posteri l’ardua sentenza…..o forse toccherà già a noi…
…Ma ora è primavera! Ah, la primavera… il primo sole tiepido, il risveglio della natura; animali, piante, ambiente, tutti uniti per questa rinascita; la voglia di vita che si respira nell’aria; si lascia quello che è stato per ricominciare da capo, in maniera migliore…si spera…!
Anche ad Alassio è iniziata la primavera; la famigliare gioia del sole più caldo, del mare più azzurro, e delle giornate più lunghe, contrasta col vedere gli alberi crudelmente potati, le file di cabine che impediscono la vista di una delle ultime poche cose belle che Alassio ci ha donato e che ci sono rimaste; le orde di persone (turisti) che invadono Alassio solo nei giorni festivi…
Chiedo: Alassio è una località turistica? …Non prendetemi per pazza, la mia domanda è molto meno stupida e scontata di quanto potrebbe sembrare.
Alassio è una località fantastica! Per il clima, per il mare, per la spiaggia, per la collina, per alcune piccole meraviglie, esempi di perfezione e grandezza vera.
Ma Alassio non è un villaggio turistico! Da sistemare prima dell’arrivo dei clienti, da mantenere fino a fine stagione, e poi da dimenticare fino alle festività successive.
Alassio vive sul turismo. Ok. Ma noi?
Noi che qui ci abitiamo tutto l’anno, noi che siamo legati affettivamente a questo posto, noi che lo amiamo più di quanto riusciamo, o vogliamo, dimostrare; noi possiamo permettere che Alassio venga solo ed esclusivamente sfruttata?
Niente dura per sempre, ed anche le meraviglie più belle che ci sono state affidate possono venire distrutte.
“La goccia buca la roccia” diceva spesso un mio professore.
Qualcuno dice che “purtroppo è così”, ma le cose non succedono da sole! I fenomeni atmosferici possono capitare, il resto siamo noi a permetterlo, a lasciare che accada; e perché le cose vadano male basta anche solo restare fermi a guardare, senza fare niente.
Altri, ed è ancora peggio, dicono che quello che ci capita ce lo siamo meritati! …E’ orribile…è terribile…ma forse è vero.
Se non approviamo quanto avviene attorno a noi, noi abbiamo il potere di cambiare le cose… o almeno il diritto …e forse il dovere… di provarci.
“Questo mondo non ce lo abbiamo in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli”.
In un mondo in cui chi è davvero egoista esce vincitore, e chi si volta indietro a guardare gli altri è il fallito di turno, penso che sarebbe importante ricominciare a sognare, ma sognare davvero, e credere in questi sogni, e lottare e combattere per realizzarli.
“Punta sempre alla luna, anche se dovessi mancarla comunque arriverai tra le stelle”.
Troppo ottimista? Forse è vero. Sognatrice? Anche. Ma se ci si vuole lamentare poi bisogna avere anche il coraggio di provare a fare il primo passo avanti.
Una persona molto intelligente una volta ha detto: “E’ meglio essere ottimisti e avere torto, che pessimisti e avere ragione”.
Penso che dovremmo seguire l’insegnamento di Martin Luther King, e non continuare a chiederci perché le cose vanno male, ma perché non potrebbero andare bene, e cosa possiamo fare perché questo accada.
Come diceva Edward bach, riferendosi ai suoi fiori, concentrarsi su un difetto, anche se lo si fa per risolverlo, non fa che ingrandire il difetto stesso; è dimenticandosi del problema, e sviluppando la virtù opposta, che si può davvero risolvere la situazione.
Per tutte le persone che, invece, silenziosamente, e all’ombra di tutti, lavorano, mettendo ancora al primo posto l’etica e la morale, perché “il fine non giustifica i mezzi“, voglio dire che “un albero che cade fa molto più rumore di mille alberi che crescono“.
Provocatoriamente Anonima
