RADICI E RAMI UNITI PER UNA VERA NASCITA
Questa volta sarò breve.
Non perché non ci sia niente da dire; piuttosto perché non ci sono parole adeguate.
Siamo quasi a Natale, e l’avvento è l’attesa della nascita, di una nuova vita.
La nascita è solo un brevissimo momento dell’esistenza di “un qualcosa”, ci sono prima tutti i preparativi per creare le condizioni ideali per un inizio, e poi tutti i controlli, gli aiuti, le attenzioni, la presenza e l’amore per farlo crescere e maturare.
Non parlo solo di persone o esseri viventi (tutti!), ma anche di idee, progetti.
Sopravvivere non è esistere, ed esistere non è vivere.
Perché qualcosa possa vivere ha bisogno di “radici” e di “rami”.
Se tagliamo le radici, come facciamo a stupirci se un albero, se non cade, almeno tentenna?
Se amputiamo i rami, perché ci stupiamo se quella pianta non dà segni di gioia?
Non succede forse la stessa cosa per le persone?
Perché però nei confronti di alcuni, come piante, animali, bambini, persone più deboli, ci permettiamo di decidere malamente della loro esistenza, solo perché non possono esprimersi (o non glielo lasciamo fare)?
Su un pero non crescono le mele. Vogliamo le mele? Dobbiamo seminare e coltivare mele.
Se non ci piace quello che c’è, probabilmente abbiamo prestato troppa poca attenzione nel momento di semina e coltivazione.
Negli Stati Uniti ha vinto “Yes we can”. Loro ci hanno creduto e hanno coltivato la loro idea fino a farla fiorire e sbocciare; noi non siamo stati in grado neanche di sognare l’idea.
Ma il miracolo è che il mondo va avanti, non tanto grazie a noi, ma soprattutto nonostante noi.
A Natale tutti ci fermiamo a pensare alla nostra vita, a quello che è stato l’anno che sta per concludersi , al nostro futuro, a quello che vorremmo.
Per questo Natale auguro ad ognuno di voi di sognare un’idea a favore della vita, e che, grazie a voi, questo sogno possa diventare la nostra realtà.
Provocatoriamente Anonima