All’inizio avevo pensato di utilizzare questo spazio per parlare di questioni generali, ma ho rinunciato, ritenendo che, forse, sarebbe stato più appropriato soffermarmi su tematiche più circoscritte, e riguardanti solo il nostro paese.
Tuttavia Alassio non è solo un piccolo paese, insignificante nella complessità del mondo: è un microcosmo, riproduce in piccolo tutto quello che esiste in grande.
Agosto è il mese delle vacanze, delle ferie, del turismo per eccellenza.
Noi, abituati a vivere qui, in questo periodo, più che negli altri mesi dell’anno, rischiamo di perdere il contatto con la realtà.
I negozi di abbigliamento sono frequentemente straripanti di clienti, non tanto interessati ai saldi, quanto alle nuove collezioni; nei ristoranti è spesso difficile trovare un posto, e, ai tavoli, si scorgono, ogni giorno, le stesse facce. Nelle spiagge, già complete, magari con prenotazioni fatte dall’anno precedente, persone, vestite all’ultima moda, discutono animatamente per accaparrarsi lettini in prima fila e cabine private.
Allora l’economia non va così male, mi chiedo, pur essendo già ben consapevole della risposta.
Ma perché? Perché è così importante l’apparire, il sembrare, il far finta di essere, e non l’essere veramente? Perché è importante il nome del lavoro che si fa, e non il modo in cui lo si svolge? Perché siamo pronti a investire tutto su quello che riguarda il nostro aspetto fisico, e ci preoccupiamo dell’aspetto interiore solo quando ci serve per metterci ancora più in mostra? Perché studiamo solo per avere un diploma da attaccare al muro, e non per conoscere davvero? Perché, concedetemelo, questo potrà anche essere molto utile alle casse dei negozi, o dello stato, ma, a lungo andare, non è un vero investimento, neanche per loro.
Quante pubblicità riguardano prodotti, alla fine di necessità superflua, e quante pubblicizzano “cibo per la mente”?
L’ideologia generale è quella di farci credere che sia più importante il modo in cui si dice qualcosa, piuttosto che ciò che si esprime. E i nostri politici, e i risultati delle votazioni, ne rappresentano un valido esempio.
Ma siamo noi a sbagliare, perché noi abbiamo una nostra testa, e il diritto, e il dovere, di utilizzarla, autonomamente, andando anche contro corrente.
A chi pensa che uno da solo non valga molto, e possa fare poco, voglio ricordare alcuni nomi di persone comuni, come: Dante Alighieri, Leonardo Da Vinci, Wolfang Amadeus Mozart, Albert Einstein, Edward Bach, … ognuno di loro non è partito con maggiori possibilità di quelle che ha ciascuno di noi, eppure, mi sembra che, dopo secoli, i loro nomi siamo ancora ben ricordati…
Allora basta negozi di abbigliamento. Aprite delle librerie! Niente più agenzie immobiliari. Create laboratori creativi, di artigianato, di attività manuali.
Basta preoccuparsi di come siamo vestiti, preoccupiamoci di investire molto nel contenuto, ei nostri occhi brilleranno di luce vera, riflettendo la nostra reale essenza.
Nessuna frase è più semplice e più vera di questa: “la via del fare è l’essere”; pertanto preoccupiamoci “soltanto” di essere, tutto il resto si farà.
Provocatoriamente Anonima